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?Coldiretti Macerata è pronta a costituirsi parte civile e a chiedere i danni, poiché non è possibile che il comportamento irresponsabile di qualcuno provochi nuovi disastri a un territorio e un settore produttivo che da oltre dieci anni soffrono le conseguenze di precedenti atti criminali?. E? l?attacco del direttore della federazione provinciale, Gabriel Battistelli, dopo che l?Arpam ha scoperto che una ditta scaricava senza autorizzazione acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose nella zona del basso bacino del Chienti. ?Alle autorità chiediamo tolleranza zero poiché non si possono lasciare spazi all'illegalità in una zona che rappresenta un valore inestimabile per l'economia di questa provincia, visto che ospita non solo un bacino ortofrutticolo di rilevanza regionale, ma anche diverse attività zootecniche e di vendita diretta ? spiega Battistelli ?. Da anni le imprese agricole, l?ambiente e la società maceratese stanno pagando pesantissimi costi per danni causati da pochi irresponsabili. Chi pensa di poter continuare impunemente ad inquinare sappia che Coldiretti sta valutando la possibilità di avviare una richiesta di risarcimento dei danni provocati alle imprese. E non stiamo parlando solo dei maggiori costi per garantire l?irrigazione, ma anche delle ferite inferte all?ambiente, ai cittadini e, non dimentichiamolo, all?immagine. Per Coldiretti il territorio rappresenta un fattore di sviluppo economico da difendere e sul quale investire perché se è più pulito e più bello è anche più competitivo, come abbiamo spiegato nelle nostre proposte per il rilancio dell?Italia?. Ma Battistelli rivolge un appello anche a tutti gli enti pubblici. ?Occorre stringere i tempi e arrivare a una soluzione definitiva della vicenda ? spiega il direttore di Coldiretti Macerata -. Sino ad oggi il problema dell?inquinamento del basso bacino del Chienti è stato trattato, anche con impegno e in maniera approfondita, sui tavoli dei Comuni e della Provincia come su quelli del Ministero, ma ancora le imprese agricole patiscono per il divieto di utilizzare l?acqua dei pozzi. In un periodo di cambiamenti climatici, nel quale sempre più spesso ci ritroviamo ad avere a che fare con la siccità, rischiamo di far chiudere i battenti a tutto il settore ortofrutticolo se non si riuscirà a risanare la zona?
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