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SERIE C2 GIRONE B - Il pacco della gara tra Tolentino e Castelnuovo è finito dentro al congelatore e ci resterà a tempo indeterminato: il della Vittoria non ha retto allo shock della neve e la partita è stata rinviata a data da destinarsi, infrasettimanale per forza di cose, dato che il campionato non concede domeniche di stop. Così, oggi, la beffa è stata doppia: l’arbitro ha mandato tutti a casa, squadre e pubblico, lasciando gli addetti ai lavori attoniti di fronte ad un campo sofferente per un tour de force senza senso: il presidente Ivano Ercoli in primis si era armato a sgombrare il terreno dalla coltre bianca, giorno e notte, perché la Lega voleva a tutti i costi che lo spettacolo andasse avanti a quell’ora e su quel campo. Un dispendio di energie non solo inutile, ma anche e purtroppo dannoso per le future condizioni dell’impianto, visibilmente affaticato. Ci vorrà del tempo prima che ritorni al suo antico splendore. La colpa non è certo di chi ha cercato di difendere i propri interessi, di dribblare una sconfitta a tavolino ingiustificata. Onore alla società cremisi che ha fatto il possibile e a quanti hanno cercato di perseguire una logica ragionevole. Ci riferiamo all’amministrazione locale, trainata dall’assessore allo sport del Comune di Tolentino, Marco Romagnoli, che nel corso della settimana si era rivolto alla Lega di serie C, facendo notare che anche se il campo fosse stato ripulito la partita sarebbe saltata comunque, per le condizioni precarie del fondo. Ma il 'governo del calcio' ha deciso di rimettere la decisione nelle mani del signor La Rocca di Ercolano. L’arbitro non se l’ha sentita di rischiare: in alcuni tratti del campo, a suo dire, erano rimaste delle insidiose lastre di ghiaccio, un pericolo per l’incolumità dei giocatori. Ne ha parlato il trainer di casa, Giancarlo Giulietti, visibilmente dispiaciuto per un appuntamento mancato. La sua squadra era pronta ad affrontare l’avversario toscano, che ieri era parzialmente menomato, con sei o sette giocatori K.O. Il Tolentino, invece, abituato a combattere contro le assenze, poteva arginare le indisponibilità di Favi, Bartolini, Mammarella e Prato, i primi due acciaccati, gli altri squalificati, facendo leva sui recuperi di quattro pedine (Onorato, Fenucci, Recchi e Morbidoni) conditi dalla voglia di vincere per sanare la recente anemia di punti.
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