Il Tolentino c’è e si vede. Non è più soltanto una questione di cuore e determinazione… con il passare del tempo la bravura dei singoli e del gruppo sta facendo la differenza. Lo ha detto mister Giulietti e ieri il campo l’ha confermato, con il pareggio nell’attesissimo derby contro l’Ancona. Indipendentemente dall’avversario la compagine cremisi sa imporre il proprio gioco. E’ quello che ha fatto ieri al del Conero. I dorici, da parte loro, sono stati abili nel reggere i novanta minuti, ma hanno peccato in brillantezza e lucidità. Hanno cercato in tutte le maniere di vincere la partita, ma alla fine si sono fatti prendere dalla smania del goal. Il trainer della truppa anconetana, Pierluigi Frosio, l’ha ammesso: negli ultimi minuti c’erano cinque attaccanti nelle file della sua squadra. I padroni di casa avevano fretta di andare nell’area di rigore e lo facevano con dei lanci lunghi, che non potevano passare la diga dei due centrali vestiti di bianco, Onorato e Fenucci. Da allenatore ad allenatore, un Giancarlo Giulietti raggiante non ha avuto dubbi: il Tolentino ha fatto la partita per un ora e mezza. Alla fine potevano arrivare anche i tre punti. Il palo interno colpito da Bartolini al 92’ avrebbe coronato un sogno. Un’occasione che ha contribuito a movimentare un finale scoppiettante, con due goal annullati all’Ancona dal direttore di gara, il sig. Marco Forconi di Aprilia, che in entrambe le situazioni ha riconosciuto gli estremi del fuorigioco. Le reti bianche, tuttavia, non hanno rovinato lo spettacolo agli oltre tremila spettatori presenti e alle tifoserie che hanno colorato gli spalti con i colori della loro fede.
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