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Oltre quattrocento donne si prostituiscono ogni giorno sulle strade delle Marche: il dato è emerso nel corso della prima giornata dei lavori del convegno nazionale “Oltre le Terre di Mezzo” di San Benedetto del Tronto.
Si tratta, per la stragrande maggioranza, di donne extracomunitarie provenienti dalla Nigeria e dai paesi dell’Est europeo (Albania,Ucraina); solo una piccola parte, il 10 per cento, è costituita da donne di nazionalità italiana, mentre il 4 per cento è formata da transessuali di varia etnia.
Sul piano geografico, la maggiore concentrazione si registra nelle province meridionali della regione, in particolare lungo la fascia costiera: la strada provinciale della Bonifica, al confine tra Marche e Abruzzo, San Benedetto del Tronto e la statale 16 a nord di Porto Sant’Elpidio.
Altre aree di concentrazione sono Civitanova Marche e, più a nord, Falconara Marittima, Marina di Montemarciano, Senigallia e Marotta.
Per la maggior parte, sono giovani donne che hanno fino a 35 anni, con una presenza crescente di minorenni, di cui molte vittime del racket della criminalità organizzata.
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