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Il caso di Pedopornografica, che vede coinvolti un bancario maceratese, un impiegato di Milano, un imprenditore di Como ed un giornalista di Roma, è giunto a un punto di svolta. Il sostituto procuratore Massimiliano Siddi, infatti, sta inviando gli avvisi di conclusione delle indagini. Si contesta il reato di possesso di materiale pornografico i cui protagonisti sono dei bambini. L'indagine era partita l'anno scorso da Macerata. Gli agenti della squadra mobile avevano trovato parte del materiale incriminato nell'abitazione del bancario. La sua agenda è stata determinante per ricostruire il giro. All'inizio i sospetti si concentravano su una decina di persone del centro e nord Italia, quarantenni, quasi tutti sposati con figli. Il cerchio, poi, si è ristretto a quattro persone, che collezionavano foto e immagini di bambini in atteggiamenti osceni. Gli agenti della squadra Mobile di Macerata sono impegnati anche in un'altra inchiesta di pedopornografia: si sta indagando su un altro maceratese. Nel suo computer, ora sotto sequestro, sono state trovate foto compromettenti di bambini.
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