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Per un difetto di notifica, la Corte dei Conti di Roma ha cancellato in appello la sentenza di primo grado, con la quale i giudici contabili marchigiani avevano condannato Edoardo Longarini, in solido con l'ingegnere Nicola Brachetti, a restituire un miliardo e 862 milioni di lire, per i prezzi gonfiati nel piano di ricostruzione di Macerata. Per Longarini sarà necessario rifare il processo ad Ancona. Per Brachetti invece, funzionario maceratese delle Opere pubbliche accusato di aver redatto una perizia compiacente che avrebbe consentito al costruttore di chiedere prezzi esorbitanti, la Sezione centrale ha ridotto la condanna a 206.000 euro, e lo ha assolto dall'accusa di aver danneggiato l'immagine dell'amministrazione pubblica, per la quale avrebbe dovuto pagare 50.000 euro. Il difetto nelle notifiche era stato causato anche dal fatto che le due società coinvolte, amministrate di fatto da Longarini, avevano sede nello stesso stabile.
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