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Il tribunale di Teramo ha rifiutato il processo a carico di Gianfranco Schiavi, e altre 10 persone, accusati di essere mandanti ed esecutori della strage di Sambucheto. La Corte d'assise di Teramo ha sollevato il conflitto negativo di competenza asserendo che tra i vari episodi di cui deve rispondere Schiavi non ci sarebbe collegamento funzionale, quindi le vicende andrebbero distinte e giudicate in parte a Macerata e in parte a Teramo. Ora sarà la Cassazione a dire quale tribunale è competente facendo slittare il processo ancora di qualche mese. Sono pesanti le accuse a carico di Schiavi e dei figli Marco e Massimiliano, secondo gli inquirenti avrebbe dato vita a una grossa associazione per delinquere, sfruttando il gioco d'azzardo e le scommesse clandestine, spacciando stupefacenti, rapinando uffici postali e banche. Nel maggio '96 poi avrebbero organizzato il triplice omicidio di Sambucheto: Nazzareno Carducci, sua moglie Giovanna Ascione, incinta di 8 mesi e il padre di lei Giovanni, uccisi perché in concorrenza con gli Schiavi.
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