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Il terremoto come volano di sviluppo. Non è una contraddizione, ma il paradosso del terremoto umbro-marchigiano del ‘97 e ‘98. Da una calamità sono scaturite occasioni per incentivare la crescita del territorio. Il sisma ha messo a nudo non solo la fragilità del tessuto insediativo dell’Appennino, ma anche la ricchezza di un patrimonio storico artistico diffuso tra le montagne. Una situazione che ha richiesto una ricostruzione rispettosa dei luoghi, delle tradizioni e dei materiali edilizi locali. Nelle Marche, 95 località sono state oggetto di questa programmazione, ispirata dalla forte integrazione tra urbanistica, geologia e finanza. I programmi hanno assorbito un quarto delle risorse (oltre 1 miliardo di euro, cioè 2 mila miliardi di vecchie lire) destinate alla ricostruzione. I risultati dei lavori svolti sono stati presentati a Fabriano dove erano presrnti tutti i protagonisti della ricostruzione.
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