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Dopo il blocco della stazione di Ancona, attuati dai vongolari "nordisti" si è rischiato lo scontro in mare coi colleghi di San Benedetto oggi alla ripresa dell'attività. A scongiurare il peggio il blocco del decreto ministeriale proprio da Roma Il decreto in sostanza "unificava" le zone di pesca consentendo alle barche targate "Sb" di spingersi a nord dello storico confine del Chienti. Oltre 120 barche in quelle acque, secondo i vongolari di Ancona, sarebbero la fine del prodotto e dell'attività di pesca. Da qui la protesta, che rischiava di degenerare in nuovi disordini. E sulla situazione sono stati molteplici gli interventi politici, l'assessore alla pesca Agostini ha richiesto al Ministero che venga rapidamente attivato un tavolo per valutare la difficile situazione del comparto vongolare. L’assessore ricorda di aver più volte richiamato, sia in apposite riunioni che con lettere ufficiali, l’attenzione sul fatto che occorreva trovare una soluzione “equa” per evitare che si creassero anche episodi di “ordine pubblico”, di cui le avvisaglie si erano già avute con una occupazione degli Uffici della Regione. Il capogruppo di Alleanza Nazionale in Regione Carlo Ciccioli ha dichiarato che i vecchi torti subiti dai vongolari di S. Benedetto del Tronto non possono essere riparati con nuovi torti a danno dei vongolari di Ancona. Occorre secondo Ciccioli, che il Ministero trovi una soluzione mediata, onorevole ed accettabile per tutti e che consenta di conservare il prodotto ittico anche per il futuro.
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