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Le case, finanziate dalla Regione Marche con i fondi dell'edilizia residenziale pubblica e destinate a dare un tetto ai terremotati di Camerino, a distanza di quattro anni e mezzi dal sisma, non sono ancora pronte. Le uniche costruzioni, sulle quali sono stati completati i lavori, sono le ex scuole rurali. I nuclei dei familiari che hanno una sistemazione provvisoria, per la quale lo Stato continua a versare un contributo mensile di 250.000 lire a persona, sono ancora più di ottanta. Esiste il rischio che, a lungo andare, perdano valore le finalità per cui sono stati acquistati e ristrutturati gli immobili, per diversi miliardi. L'opposizione comunale non si è lasciata scappare l'occasione per chiedere al sindaco di elencare i motivi del ritardo. Inoltre il gruppo «Città sul Monte» vuol sapere se non siano stati rispettati i tempi contrattuali da parte delle imprese e se queste siano giustificate. Gli immobili, oggetto della protesta, sono il complesso di Camerino 2, l'ex sede delle Ipab in via Vergelli e l'ex casa di riposo in via S. Giacomo.
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